Rondini e talpe

Proprio sopra il campo in leggera pendenza davanti a casa mia si apre un’ampia area di cielo sgombro, fra le case e il bosco. Da qualche giorno, nel tardo pomeriggio, si riempie di uccelli che volano freneticamente in tutte le direzioni, come se volessero riempire quel vuoto. Sono giovani rondini appena svezzate, stanno imparando a volare e lo fanno fino allo sfinimento, evidentemente divertendosi molto. Ogni tanto, stanche, si posano tutte insieme su due cavi elettrici, uno molto grosso, che partono da un palo in cemento al margine del terreno. Sono tantissime, impossibile contarle, stanno lì per qualche minuto e poi ripartono, sempre tutte insieme.
Al di sotto, proprio sotto la superficie del campo, vive un’altra specie animale. Non si vedono mai, o quasi mai, le talpe che vivono lì, segnalate bensì dalla presenza di certi monticelli di terra, gli scarti delle loro escavazioni sotterranee. Nel buio più assoluto (sono peraltro cieche quasi totalmente, vedere non gli serve a niente) lavorano alacremente, scavando dei cunicoli attraverso i quali si spostano alla ricerca del cibo prediletto, vermi, lombrichi, larve. Grosso modo, le stesse cose di cui si cibano molti uccelli, le stesse rondini; che però le raccolgono, in forma di insetti a loro volta volanti, ad esempio zanzare, sempre in cielo, mentre volano. Sottoterra, le talpe non si comportano molto diversamente, soltanto lo fanno nel solido, lentamente, molto più lentamente delle rondini, la cui velocità è proverbiale fra gli uccelli. Anche soltanto una rondine – ma si muovono sempre in gruppo loro, mentre la talpa dà l’impressione di essere solitaria – non si può non notare quando ci vola intorno, per la sua velocità e le evoluzioni acrobatiche, nonché per il sonoro garrito che emette quasi di continuo.
La talpa è silenziosa e invisibile, là sotto, e in questo è simile a certi pesci che vivono in profondità nei mari o nei laghi, e di quando in quando fanno un breve, fulmineo balzo uscendo dall’acqua. La talpa nuota sottoterra, lentamente, cercando il suo cibo, e quando emerge il monticello di terra che ha scavato ricorda i cerchi nell’acqua prodotti da un pesce che salta brevemente nell’aria. Questi si vedono per pochi secondi dopo che il pesce è rientrato in acqua; quello permane a lungo, prima scuro, umido e fresco, poi sempre più chiaro e duro. E si deve usare una zappa per disgregarlo e appianare il terreno in quel punto.