Hanging Rock e altri luoghi (2)

Parigi è, probabilmente, la città che contiene il maggior numero di ‘luoghi cinematografici’ che ho potuto visitare. Vi si trova anche uno dei luoghi che più amo, dove mi sono trovato maggiormente a mio agio, al di là del fatto che appaia in alcuni film che ho visto: il Parc du Luxembourg. Ci andai per la prima volta (prima volta anche a Parigi, per me) nel 1989, l’anno del secondo centenario della Presa della Bastiglia, e quindi della Rivoluzione Francese. Uno dei film in cui il parco appare – insieme alla celebre fontana – è Che ora è laggiù?, del 2001, che è anche stato il primo di molti film di Tsai Ming-liang che ho visto. Poi, visto anni dopo – anche se il film è del 1995 – Incontri a Parigi, di Eric Rohmer, in cui compaiono, oltre al Luxembourg, anche altri due luoghi da me visitati o frequentati: il Museo Picasso e il Centre Pompidou nel Beaubourg. Sempre nel film di Tasi Ming-liang, il cimitero del Père Lachaise, che si vede anche in un film di Truffaut girato nel 1979, L’amour en fuite, l’ultimo della serie di Antoine Doinel. Al Parc des Buttes-Chaumont sono stato almeno una volta con il mio amico G. F., che all’epoca viveva a Parigi. Il parco ha una parte rilevante in due film di Rohmer: il corto Nadja à Paris e soprattutto La femme de l’aviateur.
Una volta in cui andai a Parigi con mia figlia, molti anni fa, ci capitò di entrare al Cafè du tabac, a Montmartre. L’avevo notato in un film di Mika Kaurismaki del 1982, I senza valore, dove appare anche suo fratello Aki. Proprio lui, se ben ricordo, entrando nel caffè o uscendone, pronuncia, come un francese, «Salut!», rivolto a qualcuno che si trovava lì.
Altri luoghi della Francia a me noti per esserci stato almeno una volta compaiono nei film di Rohmer. Uno è Dinard, in Racconto d’estate (1996), e ci sono stato con l’amico P.H.; sempre con lui ho visitato Mont-saint-Michel, che appare in Pauline à la plage (1982). Poi il castello di Chambord, visitato ancora con G. F.: lì venne girato Pelle d’asino (1970), di Jacques Demy.

Essendo stato a Hong Kong per due volte, nel 2013 e nel 2014, del tutto casualmente mi è capitato di trovarmi in luoghi dove era stato girato un film. È successo soprattutto nel 2014, proprio durante i giorni della cosiddetta Rivoluzione degli ombrelli, che ebbi modo di seguire praticamente in presa diretta. Gran parte degli eventi di quella pacifica rivolta ebbero luogo nel Commercial Centre, dove alcuni anni prima fu girato Mad Detective, un film di Johnnie To che ho visto dopo quei fatti. Una sera, sempre in quei giorni del 2014, andai insieme ad altre persone a cena in un posto veramente strano, dentro un supermarmercato, che però a quell’ora era chiuso. In quel locale si mangiava soltanto cibo (molto vario) cotto alla griglia sulla brace, ma la vera stranezza consisteva nel fatto che il barbecue era al centro di ogni tavolo, essendo tutti costruiti in modo tale da avere una sede apposita per la bisogna. Ogni commensale posizionava un pezzo di qualcosa, carne, pesce o verdure direttamente sulla griglia, servendosi di un attrezzo ‘ad hoc’. Di quando in quando un dipendente del ristorante (in pratica, il fuochista), accorgendosi che la brace andava spegnendosi, prontamente veniva a riattizzarla. Una modalità che qui da noi in Italia sarebbe tassativamente vietata, per i ben noti “motivi di sicurezza” e “sanitari”. Lì invece si può (o almeno si poteva) fare, con grande sollazzo dei frequentatori del locale, e ricordo quella cena come la più piacevole e divertente di tutte, in quei circa dieci giorni a Hong Kong. Mentre stavamo mangiando, un amico giapponese, bene informato, mi disse che proprio lì era stata girata una scena di Infernal Affairs, un film molto avvincente del 2002 (Scorsese ne fece un cosiddetto remake, The Departed, a mio parere inferiore all’originale), che vidi in seguito, qualche tempo dopo il mio ritorno in Italia.

Nel 2017 feci con la mia famiglia un breve viaggio nei dintorni di Siena, soprattutto a Pienza. Lì vicino ci sono due luoghi che volevo assolutamente visitare, per il loro legame (strettissimo in un caso, più labile nell’altro) con Nostalghia, di Tarkovski. Dove è prevalente la presenza di Bagno Vignoni, luogo davvero unico, in cui l’unica piazza è perennemente invasa dall’acqua termale che lì fuoriesce; in pratica, è piuttosto una grande vasca, una sorta di piscina balneabile (da qui il nome), circondata dalle case del paese. Nel film si vedono diverse persone bagnarvisi, presumibilmente tutte ospiti dell’albergo che sorge su un lato della piazza, o forse appena dietro (non ricordo più bene, anche se ci ero entrato), dove soggiorna anche il protagonista del film, un poeta russo in esilio. Che alla fine, eseguendo in vece del ‘matto’ del paese – che era andato a Roma, nella piazza del Campidoglio per suicidarsi dandosi fuoco – il rito da quegli ritenuto salvifico dell’umanità: attraversare la vasca tenendo in mano una candela accesa, con il fine di mantenerla tale per tutta la traversata. Proposito realizzato approfittando del temporaneo drenaggio della vasca, anche se alla fine l’uomo, stremato, morirà a causa di un infarto. La vasca-piazza è circondata da un camminamento, che quel giorno, con un certo entusiasmo, percorsi nella sua interezza, ‘circumnavigando’ il luogo stesso che il poeta Gorčakov attraversò.
Tutto lì, circa 34 anni dopo le riprese del film, era rimasto uguale ad allora, immutato, ciò che suscitò in me, mentre camminavo, una profonda, indimenticabile impressione.
A poca distanza da Bagno Vignoni si trova un altro luogo veramente unico, le Terme di San Filippo. Sono terme libere, chiunque può entrare a suo piacimento e percorrere i sentieri che atraversano il luogo. Che è in leggera pendenza e attraversato da un ruscello di acqua calda sulfurea che forma diverse cascatelle e alcune piccole piscine dove è possibile bagnarsi. Essendo l’acqua ricchissima di calcio vi si trovano diverse formazioni, appunto, calcaree, che si stagliano, per la loro bianchezza e le forme icastiche, nel paesaggio.
Tarkovski visitò, guidato dall’amico Tonino Guerra, anche quel luogo, e accarezzò la possibilità di includerlo in Nostalghia. Poi vi rinunciò, ma la sua presenza, e quella del film, in qualche modo si possono percepire, se si arriva lì venendo da Bagno Vignoni.
Molti anni dopo, precisamente nel 2013 (Nostalghia fu girato nel 1982), Alice Rohrwacher girò alle Terme una parte abbastanza lunga del suo film Le meraviglie, che ho visto qualche anno fa.

Avendo vissuto gran parte della mia vita a Torino, quando vidi per la prima volta Le amiche, di Antonioni, non molti anni fa, mi trovai agganciato al film anche per il fatto che è stato in gran parte girato in quella città. I luoghi cittadini mostrati nel film sono molteplici, anche se alcuni, da me praticati molte volte, sono cambiati moltissimo da quegli anni (il film fu girato nel 1955) e non ero riuscito a riconoscerli. Ci sono almeno due eccezioni, una è piazza Cavour, praticamente uguale a com’è ora, riconoscibile alla prima occhiata per me che vissi per alcuni anni in un alloggio che aveva le finestre sulla piazza. Ma anche in seguito, essendomi spostato di poche centinaia di metri, ci sono passato molto spesso, attraversandola (da molto tempo è pedonale, vietata al traffico delle auto).
Infine, proprio pochi minuti prima che la parola Fine al centro dello schermo sigilli il film, quando (non) avviene l’ultimo incontro fra Eleonora Rossi Drago e Ettore Manni, sul binario della stazione di Porta Nuova da cui lei partirà per tornare a Roma, è stato per me particolarmente emozionante riconoscere certi angoli della stessa. Soprattutto il corridoio interno sul quale si affaccia (e sono sicuro che vi si affacciasse ancora non molti anni fa) il negozio di un barbiere, con l’insegna al neon esposta all’esterno: BARBIERE in verticale, e MANICURE, più piccolo, sotto, in orizzontale. Mi ricordo benissimo di esserci passato davanti tante volte, soprattutto quando, per motivi di lavoro, partivo da Torino per Alessandria alle 17 circa e ci tornavo verso la mezzanotte, per almeno due giorni la settimana1. Quando l’ho vista apparire nel film, per un attimo mi è parso di trovarmi realmente lì, camminando verso i binari.

1 Mi accorgo ora di essermi contraddetto quando, nella prima parte di questo testo, parlando dei film di Antonioni affermavo di non aver mai potuto visitare uno dei luoghi che vi appaiono, molto spesso determinanti per la vicenda, o le vicende narrate.

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