Il pulsante terminatore

Si dice che da qualche parte nel mondo, in un luogo sconosciuto e imprecisabile del pianeta Terra, ci sia, a livello del suolo, un piccolo bottone di metallo, con al centro un percussore, come sulla parte posteriore dei proiettili per armi da fuoco. Chi un giorno riuscisse a trovarlo, sicuramente per caso, dato che non esiste alcun dato, alcun elemento utile a individuare il luogo si trova, e ne provasse il desiderio, sarebbe in grado, picchiando con forza al centro del percussore, di innescare un’esplosione smisurata, colossale, che distruggerebbe in pratica, una volta per sempre, la Terra. Questo bottone esiste da tempo incommensurabile, praticamente da sempre è lì dove si trova, nascosto – oppure è bene in vista, ma non c’è nessuno nel raggio di centinaia di chilometri, a parte forse uccelli o serpenti – ed è come in attesa, anche se la dimensione dell’attesa non si ritiene possa appartenere a un oggetto inanimato, fermo in quel punto da miliardi di anni. Quindi, se qualcuno lo troverà (ma non si può escludere che qualcuno l’abbia già trovato, nel corso del tempo) e vorrà attivare la funzione che è stata assegnata, non si da chi e quando, al bottone, potrà farlo. Ma non sarebbe, non sarà, non è mai stato facile – infatti non è mai accaduto finora, perché è necessario possedere, e in misura cospicua, alcune qualità che molto raramente possono ritrovarsi un’unica persona. Che dovrebbe avere una grande forza, per poterla scaricare sul percussore, ma anche una assoluta precisione, essendo il percussore molto piccolo, e il colpo – un unico colpo, irripetibile – dovrebbe arrivare ad esso perpendicolarmente, con un’approssimazione insignificante, pari, in pratica, a zero gradi. Si intende che, oltre a possedere queste due qualità, per esprimerle al massimo è anche necessaria una assoluta convinzione e infine, si deve poter utilizzare l’utensile adatto, una specie di martello con un ‘becco’ robusto e appuntito che batta proprio nel centro del percussore – fatto di un metallo straordinariamente duro, inscalfibile – senza piegarsi e senza spezzarsi. Esiste uno solo di questi pulsanti, chissà dove, ed è quella l’unica possibilità esistente, per chi volesse, di terminare istantaneamente e in modo definitivo la vita del pianeta. Finora, come si è detto, o non è mai stato trovato, oppure chi lo avesse trovato non è stato in grado di attivarlo. O più probabilmente, costui non ha capito, neppure immaginato, di cosa si trattasse, a cosa potesse servire, e dopo aver gettato un rapido sguardo sul piccolo bottone, avrà proseguito per la sua strada, dimenticandosi ben presto sia del bottone/pulsante sia del luogo in cui lo vide, per un momento, fra un passo e l’altro del suo cammino.
Secondo un’altra versione di questa storia il pulsante non necessita, per attivare l’esplosione che distruggerà la Terra, di tali qualità, talmente peculiari, e sarebbe sufficiente che qualcuno, camminando, lo toccasse inavvertitamente con un piede perché esso si attivi. Ma questa versione si racconta molto raramente, e si ascolta sempre malvolentieri.

(mi ero dimenticato di questo testo, scritto l’11 marzo 2020 e modificato l’8 maggio dello stesso anno; l’ho ritrovato qualche giorno fa e ancora leggermente modificato)

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