Vite silenti fra l’erba

L’ampio prato, adagiato fra un filare di alberi d’alto fusto e una bassa collina boscosa, è stato evidentemente lasciato riposare, non vi sono colture particolari, niente soia, e nemmeno mais, così diffuso da queste parti. Solo erba vi si trova, di molte specie, tutta piuttosto bassa, con qualche fiore qua e là (quest’anno ha fatto molto caldo, ancora adesso, a metà ottobre, si superano quasi sempre i 20° nel pomeriggio). Non si vede nessuno nei dintorni, a parte qualche rara automobile sulla provinciale a circa trecento metri, c’è molto silenzio, si sente bene il fruscìo provocato, camminando, da scarpe e pantaloni. Ogni tanto un punto bianco a terra, fra l’erba, a volte sono in gruppetti di tre o quattro al massimo, ma non troppo vicini fra loro, quasi mai (a parte quando sono coppie unite, come gemelli siamesi). Sono funghi cosiddetti ‘prataioli’, sicuramente spuntati nella notte – i più bianchi, dalla forma circolare quasi perfetta – e continuando a camminare se ne incontrano molti: il sole è spesso velato dalle nubi, creando così una luce diffusa che li mette ancor più in risalto, piccoli cerchi bianchi sparsi nell’erba verde scuro. Si percepisce in loro una vitalità lenta eppur sicura, e serena, favorita dalla solitudine e dal silenzio del luogo, non si potrebbe mai urtarli, o staccarli da terra (uno o due si vedono in quello stato, forse un animale passando li ha urtati). Essi paiono, anzi sono vivi, e traggono il massimo piacere dallo stare proprio lì, nel silenzio e nella solitudine. Presenze quiete e silenziose, timide, che soltanto in quel contesto possono, dopo essere spuntate nella notte, protette dall’erba umida, persistere sotto il sole. Trovandoli durante il cammino ci si sofferma ad osservarli, piegandosi un po’ per avvicinarsi a loro, ma con discrezione, senza neppure toccarli: così delicati come appaiono essere, è evidente che ne patirebbero. Non si vuole disturbare queste creature silenti, fragili, effimere, nemmeno con le parole, se non sussurrate. Si lasciano allora lì, dove sono nate e presto finiranno, e si fa ritorno in città. Di loro si porterà via soltanto il ricordo, persistente ben più a lungo della loro breve vita.

[ieri, 16 ottobre]